A PRANZO COL DIRITTO – L’INIZIATIVA FORMATIVA DI FUTURO FORENSE“DIRITTO ED ARTE – Il CASO ISGRO’- WATERS”

 

Intervista ad Emilio Isgrò, Artista e Poeta della parola
Il mio percorso artistico è quello di un artista che comincia con le parole. I miei primi libri
furono recensiti, per dire, anche da Pasolini quindi ero un letterato a tempo pieno fino ai
24/25 anni. Ad un certo punto, come Artista dalla parola, cioè come Poeta, mi domandai
quali possibilità avesse la parola umana di resistere in una Società mediatica
eminentemente di tipo visivo. Era quella che veniva in qualche modo proposta dagli
Stati Uniti: il cinema, i fumetti, tutto ciò che era visivo. Questo mi pareva
antropologicamente pericoloso perché significava, abolendo ed eliminando la parola
umana, in qualche modo limitativo della capacità di pensare dell’uomo. Tutti i grandi
Filosofi sanno che il pensiero – dunque la parola, si forma appunto parlando, pensando e
non certo vedendo. Anche se questo non significa sottovalutare l'immagine.
Così io ho cancellato la parola non per distruggerla ma per preservarla dall’uso e dall’buso
che se ne faceva.
Un uso e un abuso che oggi è degenerato nella chiacchiera, nella chiacchiera che poi
degenera anche nella cattiva gestione dell’economia e della politica. Spero non del Diritto;
perché nel nostro Paese, per fortuna, abbiamo una “tradizione avvocatesca” molto alta. Io
ho potuto rendermene conto lavorando con l’ Avv. Salvatore Trifirò per difendere un Diritto
d’autore che, a questo punto direi, diventa un diritto civile cioè la libertà degli uomini in un
mondo in cui questa libertà non sempre viene contemplata come un valore.

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