Avv. Federico Sutti , Managing Partner di Dentons – La mia storia

“Mi sono laureato ormai nel lontano 1989. – spiega l’Avv. Federico Sutti, Managing
Partner di Dentons – Avevo un padre che faceva l’Avvocato, che si era iscritto
all’Albo e si è cancellato all’età di 92 anni, e che quindi ha deciso di rimanere in pista
per molto tempo. Ho fatto un’esperienza in uno Studio tradizionale ma mi sono reso
conto che il mercato stava andando in una direzione diversa anche in Italia. E quindi,
dopo aver passato l’esame per Procuratore, mi sono lanciato in una sfida
interessante che era quella di uno dei primi Studi internazionali che aprivano in
Italia, all’epoca uno Studio tedesco che poi è cresciuto fino a diventare con qualche
cambio di nome, il più grande Studio internazionale presente sul mercato italiano”.
“Questa avventura è durata oltre 22 anni. Alla fine di questo ciclo mi sono chiesto
che cosa fare da grande; e questo succedeva quasi due anni fa. I cicli si chiudono
spesso quando cambiano le persone, anche in un’attività professionale come quella
degli Avvocati. Così è successo, in quanto in questo Studio sono cambiate le persone
al vertice e quindi è cambiata anche la filosofia e mi sono trovato nella condizione di
non essere più contento o di non pensare che questa fosse la direzione giusta e ho
trovato invece uno Studio che ha le caratteristiche che ritengo siano necessarie oggi
per competere sul mercato legale italiano. E questo Studio è Dentons”.
“Il perché è presto detto. Dentons è uno Studio globale. Forse il più grande al
mondo per numero di Professionisti. Ma allo stesso tempo è uno Studio che opera a
livello locale, e questo significa che non ci sono imposizioni di procedure, di processi,
di tariffe e questo ci consente di competere localmente con le regole del mercato
italiano. Mercato che per altro è sovraffollato, come sappiamo siamo tre volte in più
della Francia e due volte in più della Germania, senza avere un’economia che ci
supporti. E questo fa sì che il mercato negli ultimi dieci anni abbia subito una
pressione molto significativa, complice anche la crisi: i margini e le tariffe si sono
ridotti in maniera significativa. Ci si deve concentrare sull’eccellenza, perché solo il
lavoro di alta qualità consente ancora di operare a un certo livello, altrimenti l’unica
competizione da parte dei grandi clienti, è quella sul prezzo al ribasso.
“E questa è la sfida che vorremmo cercare di portare avanti. E’ un’avventura che è
partita due anni fa, con un gruppo limitato di Professionisti, meno di dieci, e oggi
siamo arrivati ad avere quasi cento Professionisti e oltre trenta persone di staff. Non
abbiamo bisogno di crescere in maniera significativa. Abbiamo bisogno solo di
integrare la nostra offerta con alcune aree di competenza specifica, anche perché il
mercato è cambiato e quindi la dimensione dello Studio non è necessariamente un
valore aggiunto”.

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