L’Avv. Federico Sutti, Managing Partner di Dentons spiega come funziona il Recruiting di Studio

“Il recruitment è una parte necessaria e fondamentale nell’organizzazione di uno
Studio Legale – spiega Federico Sutti, Managing Partner di Dentons – Negli ultimi due
anni per me è stato un impegno molto intensivo, per usare un eufemismo. Ho
incontrato forse più di 120 Soci di altri Studi, alcuni dei quali più di una volta. E
questo ha fatto sì che una parte importante del mio tempo sia stata dedicata alla
selezione delle persone”.
“Questo era funzionale e necessario per il progetto di Dentons. Ovvero partire fin
dal giorno 1 con a bordo una serie di Professionisti che avessero una loro
competenza tecnica ma anche una presenza sul mercato. Abbiamo quindi cercato di
trovare Soci che avessero tra i 40 e i 50 anni: i quarantenni sono i Soci del futuro e
quelli che faranno il mercato del futuro, i cinquantenni sono i Soci del presente che
dovrebbero essere in grado di dare la svolta nei prossimi cinque/dieci anni di attività
professionale. A questo chiaramente si è affiancato un lavoro di selezione di risorse
più junior, anche se spesso i Soci sono venuti accompagnati dai loro team”.
“Oggi ci sono delle caratteristiche imprescindibili per un Professionista. – continua
l’Avv. Federico Sutti, Managing Partner di Dentons – Quando ho iniziato la
professione, le lingue le sapevano in pochi, oggi sapere bene una lingua, direi
prevalentemente l’Inglese, è una condizione necessaria ma ormai non più
sufficiente. I Master sono sicuramente una cosa utile, anche se ultimamente può
esserci una certa inflazione; quindi il Master anche come elemento di formazione è
sicuramente utile ma non è determinante”.
“Il processo di formazione dei grandi Studi tende a super specializzare le persone fin
dall’inizio. E questa è una grande opportunità, ma anche un grande limite, perché
aver iniziato la professione come ho fatto io qualche anno fa, mi ha consentito di
fare attività meno specializzate e di vedere settori diversi e oggi mi consente di
sedermi a tavoli diversi cercando di capire almeno a grandi linee, il mercato. Mentre
i colleghi più giovani, che sono nati professionalmente qualche anno dopo di me,
molto spesso non hanno avuto questa fortuna”.
“Quindi il suggerimento è quello sicuramente di riuscire a trovare un compromesso
accettabile fra la specializzazione necessaria e la necessità di capire che la

professione legale non è solamente una super attività specialistica, ma è anche la
comprensione del diritto a 360°”.

Law Talks Redazione

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