Avv. Marco Dell’Antonia: il Candidato ideale Orrick

L’ Avv. Marco Dell’Antonia dello Studio Legale Orrick, spiega quale sia il candidato ideale, seppur sia lui stesso ad ammettere che il profilo ideale sia “difficile da descrivere” e che lo si scopre solo “con molti colloqui”. In tal senso “il miglior colloquio è quello che dura tre mesi di stage, ma in certe circostanze è impossibile fare colloqui di questo tipo, soprattutto per certi tipi di seniority. Ma laddove invece si tratti di dover decidere di far entrare nel nostro team una persona più giovane, lo stage è il modo migliore per conoscersi. Questo perché quello che cerco io, ma anche tutto lo Studio con il recruiting, è necessariamente il fatto che ci sia una perfetta conoscenza della lingua inglese: siamo uno Studio americano e non potrebbe che essere così”.

Ma questo non basta, “nel senso che ci vuole amore per la materia che si studia. Amore per il lavoro che ancora non si conosce, perché talvolta, quando si fanno dei colloqui, i candidati che arrivano a sedersi davanti a me, probabilmente è la prima volta che lo fanno, quindi non sanno ancora esattamente quale sia il loro lavoro. Però è necessario che ci sia una certa luce negli occhi. Quando si incomincia una carriera di questo tipo, se non c’è la passione non si può andare da nessuna parte”. Secondo l’Avv. Dell’Antonia il fattore principale è che durante i colloqui “il candidato riesca a trasmettere l’amore verso la materia, la curiosità verso la scienza e la conoscenza del diritto, da poter trasmettere poi all’interno di un memorandum, di un contratto, di un parere legale. Questa attitudine non è semplice da identificare ma è quello che io cerco all’interno di un colloquio”.

“Il colloquio da noi è fatto in più stadi. – continua l’Avv Dell’Antonia – Normalmente c’è un primo screening fatto da alcuni colleghi. C’è un secondo colloquio tecnico, un terzo colloquio di lingua inglese e un quarto colloquio che normalmente viene fatto per decidere poi tra la rosa di candidati che è un po’ più ristretta rispetto a quella che si è avuta all’inizio”.

“Spesso però faccio dei colloqui io stesso finalizzati, non tanto a identificare una specifica risorsa, ma a identificare la risorsa giusta non per un momento storico, ma per questo Studio. E quindi a volte, quando mi viene chiesto se c’è una posizione aperta la mia risposta è no. Non c’è nessuna posizione aperta. Però è anche vero che in uno Studio che ad oggi conta circa 120 Professionisti, averne 121 o 119 non è una cosa particolarmente differente e quindi, se quel candidato è quello giusto, il posto per quella persona lo si trova sicuramente”.

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