LEXELLENT E IL CANDIDATO IDEALE

Lexellent e il candidato ideale secondo il partner avv. Sergio Barozzi. “La scelta dei collaboratori dello Studio è ovviamente cruciale, perché il capitale umano è l’elemento centrale della vita di uno Studio.”

L’avv. Barozzi ha le idee molto chiare sull’importanza della selezione dei collaboratori, ma ciò che ha spiegato è l’impossibilità di fatto di trovare veramente il “candidato ideale”, ossia quello che tutti vorrebbero. Ha quindi spiegato quale sia il curriculum che gli piacerebbe leggere, delineando un profilo che andrebbe a cercare e a “prendere anche sulla Luna”.

Il profilo del candidato ideale:

“Innanzitutto deve aver fatto il Liceo Classico, poi deve aver studiato in una buona università, non necessariamente uscendo con 110/110 Lode. A dire il vero l’avv. Barozzi sembra diffidare di chi si è laureato con il massimo dei voti: “preferisco – spiega –  chi non ha preso un buon voto ma si è laureto nei tempi giusti. Perché questo dimostra capacità di auto organizzarsi e gestire il lavoro.”  “Se poi il candidato ha fatto un’esperienza lavorativa importante durante l’università, tanto meglio.”

Inoltre il candidato deve assolutamente sapere l’inglese. Questa è una condizione imprescindibile. Inoltre parlare un’altra lingua, non sarebbe male, anche se non è necessario.

Quindi l’avv. Barozzi ha elencato alcune caratteristiche non curricolari, ma che sono per lui importanti. “Mi piacerebbe una figura che avesse già fatto qualche lavoro in azienda; che abbia quindi maturato un’esperienza di 6/12 mesi, tendenzialmente che non sia di Milano. Cioè che sia qualcuno che è venuto a Milano perché vuole lavorare, per cercare lavoro, perché anche questo è un segno di particolare attenzione, di particolare voglia di lavorare, di crescere, di mettersi in gioco, e non a caso noi abbiamo molti collaboratori che non sono milanesi di origine, ma che sono venuti qua senza le famiglie per studiare o lavorare.”

Infine il candidato deve essere una persona che abbia costantemente voglia di mettersi in gioco. Che abbia voglia di capire che il lavoro dell’avvocato non è più quello di una volta. Ossia che è un lavoro di innovazione, di cambiamento in continuo rapporto col mondo che ci sta attorno. Non è più una torre d’avorio. Questa è un’attitudine che si può scoprire in una persona solo quando è già all’interno dello Studio. “Però ci sono alcuni segnali che dicono se questa persona ha questo tipo di approccio. Banalmente, se” si tratta di chi ha già “fatto dei corsi per parlare in pubblico, piuttosto che di marketing, o di comunicazione e web; questo è un segnale importante che noi certamente terremmo in considerazione.”

Law Talks Redazione

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